25 ottobre 2016 - MILANO - MAGNOLIA
ECCO A VOI IL MEZZANOTABLOG! TROVERETE NOTIZIE E COMMENTI SUL MONDO DELLA MUSICA E POTRETE COMMENTARE E SOPRATTUTTO INVIARCI LE VOSTRE NOTIZIE, SULLE VOSTRE BAND, SULLE SCUOLE DI MUSICA, SUI LOCALI, PUB, DISCO, CENTRI CULTURALI, CENTRI SOCIALI......
mercoledì 5 ottobre 2016
WILD BEASTS - UNICA DATA IN ITALIA IL 25 OTTOBRE E NUOVO ALBUM "BOY KING"!
lunedì 26 settembre 2016
COSMO - TUTTE LE DATE DEL TOUR
"L'ULTIMA FESTA" SBARCA NEI CLUB: TUTTE LE DATE DEL TOUR!
COSMO
"L'ultima festa", il suo secondo disco, può essere considerato a tutti gli effetti come uno degli album italiani più importanti e apprezzati dell'anno ancora in corso. Trainato dal singolo omonimo, un brano che ha spopolato nelle radio finendo regolarmente nella top 50 dei brani più trasmessi dai grandi network nazionali dallo scorso maggio fino a oggi, "L'ultima festa" è la dimostrazione che anche in Italia un nuovo tipo di pop è possibile.
La missione di Cosmo è semplice: unire melodie killer, testi intelligenti e attitudine spiccatamente pop con i suoni e le strutture tipiche della musica elettronica da club.
Sembrerà banale, forse, ma in questo paese ancora non lo aveva fatto nessuno.
Marco Bianchi, dopo essere stato per anni una colonna portante dell'underground italiano grazie alla sua militanza nei Drink to Me (band di cui è ancora leader e fondatore), ha provato ad alzare l'asticella mischiando le carte e facendo convivere mondi solo all'apparenza lontanissimi.
Lo spirito rimane quello di un tempo. Cosmo ama fare tutto da solo, registra i suoi dischi, li produce, si occupa delle grafiche e cura personalmente l'immaginario dietro i suoi videoclip, ma le sue mire sono davvero alte: prendere la canzone italiana e portarla nel futuro.
Ci sta riuscendo? A quanto sembra, sì: il tour estivo è stato un vero e proprio successo, una marcia trionfale che arriva ora al suo compimento con una serie di date nel club, la dimensione perfetta per la sua musica.
Aspettatevi quindi uno spettacolo tutto da ballare sotto cassa e rigorosamente ad alto volume: dopo avere portato in giro un set che comprendeva solo i brani di "L'ultima festa", Cosmo ha deciso di riprendere in mano anche le canzoni di "Disordine", il suo apprezzatissimo disco di esordio, e rivisitarle in una versione tutta nuova e inedita.
Il suo è un concerto vero e proprio, con i musicisti che suonano live e tutto il resto, ma è pensato come se fosse un dj set: la musica è un flusso a cui bisogna abbandonarsi mentre i bpm salgono e l'atmosfera si scalda. Da non perdere!
Label:
42Record
www.42records.it/
www.facebook.com/cosmoitaly/?
mercoledì 21 settembre 2016
APPARAT - TRE DATE IN ITALIA AD OTTOBRE PER IL GENIALE MUSICISTA BERLINESE
TRE DATE A OTTOBRE!
APPARAT(dj set)
Un artista a cui sono sempre piaciute le sfide: questo il modo migliore per riassumere Apparat, all'anagrafe Sascha Ring, anno di nascita 1978.
Bisogna iniziare da un piccolo flashback, primi anni del nuovo millennio: essere tedeschi e dedicarsi alla musica elettronica legata ai dancefloor era quasi una conseguenza inevitabile in quegli anni, nonché un vantaggio competitivo – per il solo fatto di gravitare su Berlino, si era già in qualche inevitabilmente cool. Con un corollario però: doveva essere un'elettronica scarna, rigorosa, minimale, quasi ossessiva nel perseguire solo ritmiche dancefloor senza concedersi vie di fuga. Bene: la comparsa di Apparat sulla scena ha cambiato le regole del gioco: grazie a lui melodia ed armonia sono tornato a giocare un ruolo importante tanto quanto quello delle architetture ritmiche. Grazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un'anima. Ha visto come fosse possibile giocare anche sull'espressività, su dolci e feroci malinconie, non solo sull'impatto. Un beat ben programmato non era più sufficiente: con Apparat tornavano in campo le emozioni.
All'epoca, una piccola rivoluzione. Se ne accorse John Peel, che ancora nel 2004 lo volle inserire in una delle sue "Sessions". Se ne accorse la reginetta Ellen Allien, icona della tech-house più colorata e seducente, che lo pretese al suo fianco nella produzione dell'album "Berlinette" (2003) per poi addirittura co-firmare con lui "Orchestra Of Bubbles" (2006), considerato dal portale Resident Advisor – un'istituzione – uno degli album più importanti del decennio. Se ne accorsero in tantissimi, trasformandolo progressivamente in uno dei producer più richiesti del pianeta (anche in Italia, e in questo caso con due estremi: gli amici di vecchia data Giardini Di Mirò da un lato, addirittura Gianna Nannini dall'altro, strano ma vero). "Walls" (2007") e il super-album "Moderat" (2009) progettato con gli amici Modeselektor non fanno che confermarne la fama, trasformandolo definitivamente in uno degli artisti elettronici più ammirati e amati dai cultori della club culture. E non più solo perché tedesco, non più solo perché di ambito berlinese.
A questo punto, si poteva anche vivere di rendita, insistere sulla stessa formula ti ha portato da zero al successo globale. Tornano però in campo le sfide: il 2011 vede Apparat virare con feroce convinzione verso territori sonori dove i laptop sono solo uno fra gli elementi possibili. "The Devil's Walk", in uscita per la Mute (e con un titolo che è un omaggio al poeta inglese Shelley), è piuttosto perfetto post rock del nuovo millennio, un'utopia possibile dove con l'elettronica Berlinese convivono anche i Sigur Ros e i Mogwai, mentre "Krieg Und Frieden" (2013) è una colonna sonora pensata e costruita per una piece teatrale, con tutta la complessità e l'eleganza che ciò comporta. Tornano comunque in campo anche i Moderat: "II" (2013) e "III" (2016) raggiungono un successo e un'esposizione esponenziale, con tour mondiali senza pausa. Ma in questi tour Apparat ogni tanto si ritaglia delle pause per dedicarsi al deejaying, regolarmente. Lo fa a modo suo: con piglio, personalità. Conosce perfettamente le dinamiche e gli alfabeti del dancefloor, sa che sono specifici. Conosce e ama le radici della musica elettronica così come oggi la conosciamo, tra gemme old school, schegge acid, grandi aperture di synth e lunghe gallerie emotive oscure ed inquietanti. Anche dietro la console, la sua visione è insomma forte, inconfondibile, unica. Una dote rara, al giorno d'oggi. Davvero rara.
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lunedì 11 luglio 2016
PJ HARVEY - DUE DATE IN ITALIA AD OTTOBRE! - Dettagli prevendite
DATE IN ITALIA AD OTTOBRE PER LA REGINA INDISCUSSA DEL ROCK
PJ HARVEY
23 ottobre 2016 - Milano - Alcatraz
Ingresso: 42 euro+d.p. posto unico
apertura porte 19:00
inizio concerti 21:30
Prevendite disponibili da martedì 12 luglio alle 10:00
www.ticketone.it, call center 892 101
www.vivaticket.it, call center 892.234
www.ticket24ore.it, call center 02 54271
24 ottobre 2016 - Firenze - Obihall
Ingresso: 42 euro+d.p. posto unico
apertura porte 19:00
inizio concerti 21:30
Prevendite disponibili da martedì 12 luglio alle 10:00
www.ticketone.it, call center 892 101
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MUCCHIO voto 9/10
"PJ Harvey è uno di quei pochi artisti viventi a non aver mai sbagliato un disco"
RUMORE voto 8/10
"Polly Jean, unica vincitrice di due Mercury Music Prize, ha ormai la statura dei classici…album perfetto"
ROLLING STONE voto 5/5
"Rock per adulti del futuro…chitarre e pacchi di consapevolezza politica: così PJ resta sempre la più fica"
BLOW UP voto 8/10
"Una rabbia straordinaria! PJ Harvey …una delle più importanti cantastorie in circolazione parlando di guerra e conflitti senza retorica"
ROCKERILLA
Dopo aver attraversato post-punk, alt-rock, folk ed elettronica, oggi la cantautrice inglese è voce eterea e per questo lancinante delle contraddizioni e delle violenze del presente, che interroga e squarcia con domande aperte e interpretazioni dalla solennità incantata ed epica, per scuotere le coscienze"
MOJO voto 4/5 e disco del mese
"Harvey once again means the world"
UNCUT
"Explosive new album"
La regina indiscussa del rock arriva in Italia per presentare il nuovo acclamato album "THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT", uscito in primavera per Island Records (Universal Music).
"THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT" trae ispirazione dai numerosi viaggi intrapresi da Harvey, che, nel corso di un periodo di quattro anni, ha viaggiato tra il Kosovo, l'Afghanistan e gli Stati Uniti.
"Quando scrivo una canzone visualizzo l'intera scena - afferma Harvey - Posso vedere i colori, dire l'ora del giorno, percepire lo stato d'animo, vedere il cambio di luce, le ombre in movimento, tutto è racchiuso in quella foto. Raccogliere informazioni da fonti secondarie era troppo lontano per comprendere appieno quello che stavo cercando di scrivere. Volevo annusare l'aria, sentire la terra e incontrare la gente dei paesi di cui ero affascinata".
L'album, che arriva dopo il successo di "Let England Shake" (disco vincitore del Mercury Prize nel 2011), è stato registrato nel corso dello scorso anno alla Somerset House, il centro culturale più importante di Londra, dove Harvey, la sua band, gli ingegneri del suono e i produttori Flood e John Parish, hanno lavorato a tutte le fasi del disco in uno studio di registrazione appositamente costruito dietro ad un vetro per consentire al pubblico di osservare ciò che succedeva all'interno.
Informazioni al Pubblico:
http://www.facebook.com/dnaconcertieproduzioni
www.dnaconcerti.com
info@dnaconcerti.com
venerdì 8 luglio 2016
THE NATIONAL - UNICA DATA IN ITALIA IL 12 LUGLIO! - Special Guest: Father John Misty
UNICA DATA ITALIANA!
THE NATIONAL
With special guest
FATHER JOHN MISTY
www.pistoiablues.com – Piazza Duomo
Apertura porte: 18:30
Inizio concerti: 20:00
BIGLIETTO: 35 euro+d.p
Prevendite disponibili:
www.ticketone.it call center 892 101
www.boxol.it
THE NATIONAL
Il loro ultimo album Trouble will find me, pubblicato nel 2013 per la 4AD, è stato un enorme successo ed è valso al quintetto la nomination ai Grammy Award come Best Alternative Album, consacrando definitivamente The National come una delle formazioni rock più importanti ed influenti del panorama contemporaneo. La data di Pistoia sarà l'unica occasione di vedere The National live in Italia questa estate. In apertura un imperdibile concerto del cantautore Father John Misty che con l'ultimo album I Love You, Honeybear, pubblicato nel 2015 da SubPop, ha conquistato critica e pubblico.
I THE NATIONAL si sono formati nel 1999, quando Aaron Dessner (guitars, bass, piano), Bryce Dessner (guitar), Scott Devendorf (guitar; bass), Bryan Devendorf (drums) e Matt Berninger (vocals), si sono ritrovati dopo essersi trasferiti a Brooklyn, NY dall'OHIO.
Sin dagli esordi i THE NATIONAL hanno ottenuto il favore e l'approvazione della critica internazionale ma è stato solo nel 2005, con il bellissimo ALLIGATOR, uno degli album indipendenti più chiacchierati e amati del 2005, che il gruppo è stato scoperto e apprezzato da un pubblico più vasto, grazie anche a memorabili performance dal vivo.
E così, nel tempo, è cresciuto intorno ai The National un numero sempre maggiore di ammiratori e un culto che non si vedeva da molti anni.
BOXER (2007) arrivato a due anni di distanza dal precedente Alligator, contiene brani ormai considerati degli assoluti classici come "Fake Empire", "Mistaken For Strangers" e "Start A War" ed ha trasformato la band da stella dell'underground a vera e propria Istituzione del rock.
Nel 2010 è uscito per la 4AD HIGH VIOLET che ha portato alla band il successo globale sia dal punto di vista commerciale che della critica musicale.
Negli album dei National ci sono echi che rimandano a Leonard Cohen, Grace Paley, Nick Cave, John Ashbery, The Smiths e Tom Waits, ma il pedigree del gruppo sta divenendo sempre più difficile da tracciare e alla fine il suono di The National somiglia soltanto a se stesso: un boato meditativo che inizia nel cuore, viene catturato nel cervello e risuona all'esterno.
A due anni di distanza arriva il nuovo bellissimo album TROUBLE WILL FIND ME. Si tratta del sesto album in studio per la band di Brooklyn. L'album è la raccolta di brani più audace prodotta dai The National nei 14 anni della loro carriera. In un'intervista con la rivista britannica UNCUT, il frontman Matt Berninger ha descritto le canzoni come più "immediate e viscerali" rispetto ai loro lavori precedenti. Trouble Will Find Me possiede una spontaneità, una coerenza e una accessibilità che suggeriscono che The National non siano mai stati più sicuri di se stessi più di ora.
FATHER JOHN MISTY
Alcuni mesi dopo lo split dal gruppo di provenienza, il musicista annuncia la nascita di un nuovo progetto, ovvero Father John Misty: il primo album a firma Father John Misty si chiama Fear Fun, ed esce il 1 maggio 2012 tramite SubPop, raccogliendo da subito critiche favorevoli, caratterizzato dalla commistione tra il folk acido del Laurel Canyon e la tradizione alt.country americana.
Nel 2013, Tillman scrive la colonna sonora di The History of Caves, film omonimo diretto dalla moglie Emma Elizabeth Garr. Nel novembre 2014, riprende il moniker di Father John Misty per esibirsi al Letterman con il brano Bored In The U.S.A., primo assaggio dal nuovo album I Love You, Honeybear, a cui fa seguito il clip del brano Chateau Lobby #4 (In C For Two Virgins), pubblicato su YouTube. Il disco esce il 10 febbraio 2015 sempre via SubPop, prodotto dallo stesso Tillman e da Jonathan Wilson (già al lavoro con il musicista per Fear Fun), mixato da Phil Ek e masterizzato da Greg Calbi ai Sterling Sound. Diversamente dal precedente, I Love You, Honeybear è caratterizzato da sonorità maggiormente pop e soul, e viene accolto da critiche molto favorevoli..
PREVENDITE DISPONIBILI DAL 27 GENNAIO:
www.ticketone.it call center 892 101
www.boxol.it
THE NATIONAL:
http://www.facebook.com/thenationalofficial
https://twitter.com/The_National
http://www.4ad.com/
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giovedì 30 giugno 2016
SIREN FESTIVAL - NUOVO TEASER E APPUNTAMENTI DELLA SERATA D'INAUGURAZIONE(21luglio) - LINE UP COMPLETA!
IL TEASER E GLI APPUNTAMENTI DELLA SERATA D'APERTURA/21 LUGLIO e LINE UP DEFINITIVA
ADAM GREEN presents ALADDIN– proiezione del film e Q&A con l'autore
21-24 luglio 2016 – Vasto (CH) – Siren festival
In vendita gli abbonamenti e i biglietti per le singole giornate di venerdì e sabato.
VENERDI 22 LUGLIO – EDITORS, CALCUTTA, NOSAJ THING, ADAM GREEN, MARCO PASSARANI, A.R. KANE, TESS PARKS, COSMO, THE PARROTS, YAKAMOTO KOTZUGA, POP X
SABATO 23 LUGLIO – THE NOTWIST, I CANI, THURSTON MOORE GROUP, POWELL(live), GOLD PANDA, RY X, JOAN THIELE, FRANCESCO MOTTA, HIS CLANCYNESS, HOLY STRAYS, RODION
BIGLIETTI E ABBONAMENTI
40 euro + d.p. venerdì - 40 euro + d.p. sabato
60 euro+d.p abbonamento venerdì e sabato
PREVENDITE DISPONIBILI
www.ticketone.it call center 892 101
www.vivaticket.it call center 892.234
www.ticket24ore.it call center 02 54 271
www.ciaotickets.com infoline 085 972 0014
info: siren@sirenfest.com - www.sirenfest.com
Adam Green è rinomato in tutto il mondo per essere uno dei talenti compositivi più prolifici e interessanti del panorama musicale internazionale.
Nativo di New York, Green registrò e produsse il suo primo album a soli 17 anni. Attivo nella scena anti-folk Newyorkese alla fine degli anni 90' formò il duo "The Moldy Peaches", che raggiunse il successo grazie alla colonna sonora del film 'Juno', vincitore di un Grammy e dell'Academy Award nel 2007. Durante la sua carriera solista Green ha registrato 9 album, molti dei quali diventati successi cult come 'Gemstones' del 2005 che vinse il disco d'oro in Europa.
Ma Adam non è solo un musicista. Poliedrico ed eclettico, Green si avvicina al mondo del cinema e delle arti visive, curando mostre sia in America che in tutta Europa -la più recente presso la fiera dell'arte LISTE a Basel mentre il lavoro artistico tratto da Aladino è da poco esposto al Museo della Fondazione Beyeler-.
Adam Green si dedica al cinema sin dal 2010: l'anno dopo uscì "The Wrong Ferarri", il primo ungometraggio ad essere stato filmato per intero con un Iphone. Da allora è stato inserito nel piano di studi della Scuola di Cinema Tisch, facoltà cinematografica dell'Università di New York. Rolling Stone lo ha descritto come un "Fellini sotto effetto di Ketamina".
"Aladdin" il suo secondo fantasiosissimo e psichedelico lungometraggio, che vede Green stesso nel ruolo del protagonista, esplora i recessi della sua immaginazione simbolica, rimandando ad un Michel Gondry o ad uno Jodorowsky sotto LSD.
Una produzione artistica che risulta sia sovversiva che stupefacente, filmata interamente su set di cartapesta fatti a mano, con più di 500 oggetti di scena e 30 stanze costruite utilizzando elenchi telefonici, giornali, colla e pittura per la casa. L'odissea satirica, colma di dialoghi frenetici, ruota intorno alla famiglia disfunzionale di Aladino, la quale vive in una città del tutto "ordinaria", regnata da un Sultano corrotto. La lampada è una stampante 3D, la principessa è una mondana sull'orlo della decadenza, il pianeta decide di cambiare sesso, e la sua popolazione stampa una versione analogica dell'internet. Il film esplora tematiche come quella della tecnologia, la repressione del governo, l'avidità, ed il vero amore.Il cast è composto da un'interessante varietà di esponenti della comunità artistica, musicale e cinematografica della città di New York, che include artisti del calibro di: Natasha Lyonne, Macaulay Culkin, Alia Shawkat, Francesco Clemente, Har Mar Superstar, Devendra Banhart, Bip Ling, Jack Dishel, e Zoe KravitzLa colonna sonora di "Aladdin" è l'ultimo lavoro scritto e registrato da Green e prodotto da Noah Georgeson, la quale sarà la protagonista di "Aladdin Tour", una tournèe mondiale che avrà inizio dopo una serie di presentazioni in anteprima del film previste per fine Aprile. Adam e la sua band proporranno dal vivo canzoni tratte da tutti i suoi album precedenti oltre ai brani di "Adam Green's Aladdin."LEE RANALDO
Lee Ranaldo cofondatore dei Sonic Youth, chitarrista, autore solista, nonché produttore, poeta ed editore arriva al SIREN!
Parallelamente al lavoro, ingente, con i Sonic Youth Ranaldo ha sviluppato negli anni una notevole e prolifica produzione solista a partire dal 1987, quando ha pubblicato il primo album From Here to Infinity, In seguito sono arrivati Scriptures of golden Eternity, in edizione limitata su LP nel 1993, Envisioning nel 1995, Amarillo Ramp nel 1997, Dirty Windows e Clouds nel 1998, Music for Stage and Screen e Oasis of Whispers nel 2005 e Four Guitars Live con Nels Cline e Carlos Giffoni e Thurston Moore, nel 2006. Dopo lo scioglimento dei Sonic Youth Lee ha pubblicato Between the Times and The Tides, nel 2012 e poi Last Night on Earth nel 2013, e nel 2014 il primo album interamente acustico Acoustic Dust, contenente le riletture in acustico di alcuni brani apparsi sui suoi due ultimi album solisti Between the Times and the Tides (2012) e Last Night on Earth nel 2013. Oltre a otto di queste reinterpretazioni, il disco può contare anche su tre cover: Revolution Blues di Neil Young, Bushes and Briars di Sandy Denny e You Just May Be the One dei Monkees.
GUARDA IL TEASER: http://bit.ly/296uGLR
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martedì 21 giugno 2016
GLEN HANSARD - PARTE IL 28 GIUGNO IL TOUR ITALIANO DEL MUSICISTA IRLANDESE VINCITORE DI UN OSCAR!
Opening act: The Lost Brothers
Inizio concerto 21,45
Biglietti: 20 euro+d.p.
"Glen Hansard is a gifted, emotive frontman who sings as if he must, with a heart on his sleeve that is constantly throbbing." —The New York Times
Amanti delle grandi ballate fatevi sotto: Glen Hansard ne è campione indiscusso. Rumore
L'irlandese Glen Hansard, già frontman dei Frames, metà degli Swell Season e vincitore di un Oscar per la colonna sonora di ONCE, arriverà in Italia per cinque imperdibili live tra giugno e luglio per presentare oltre all'ultimo acclamato album, Didn't He Ramble, (candidato ai Grammy) uscito per Anti-Records, i brani che lo hanno reso uno dei musicisti più stimati degli ultimi anni.
Didn't He Ramble, seguito dell'acclamato album di debutto solista del 2012 Rhythm and Repose, rappresenta il culmine di due anni di registrazioni tra Chicago, NY e la Francia rurale e invoca le virtù di semplicità e immediatezza. Un album composto da brani che parlano chiaramente, vanno dritti al punto, all'essenza delle cose, senza giri di parole e ambiguità.
Prodotto con l'aiuto di Thomas Bartlett (National, Sufjan Stevens) e del compagno di band nei Frames David Odlum, Didn't He Rambl vede la partecipazione di diversi ospiti che hanno preso parte alle lavorazioni del disco: da Sam Beam degli Iron and Wine a John Sheahan dei Dubliners, passando per Sam Amidon dei Vermont.
Inoltre, a marzo dello scorso anno Glen ha dato alle stampa 'It Was Triumph We Once Proposed…Songs of Jason Molina,' un EP tributo per l'amico e collega Jason Molina, mente del progetto Songs:Ohia, prematuramente scomparso due anni fa. Nel 2014 inoltre Glen è stato scelto da Eddie Vedder come compagno di tour.
Nato a Dublino nel 1970 Hansard è giunto all'attenzione internazionale grazie alla partecipazione al film di Alan Parker "The Commitments", in cui interpreta la parte del chitarrista Outspan Foster. Ha successivamente fondato la band di culto Frames nel 1990 divenendo uno dei musicisti irlandesi più apprezzati e acclamati a livello internazionale. Nel 2003 è stato il volto del programma televisivo Other Voices: Songs from a Room dedicato alla scoperta di giovani talenti irlandesi.
Nel 2006 insieme alla giovanissima Marketa Irglova, Glen forma gli SWELL SEASON, ed insieme i due musicisti sono i protagonisti del bel film indipendente ONCE, grazie a cui si aggiudicano l'OSCAR per la miglior canzone originale con Falling Slowly. Glen e Marketa hanno inoltre registrato una versione di You Ain't Goin' Nowhere di Bob Dylan per il film di Todd Haynes I'm Not There del 2007.
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