mercoledì 5 aprile 2017

SIREN FESTIVAL 2017 - I PRIMI NOMI: ALLAH LAS, APPARAT dj, ARAB STRAP, BAUSTELLE, DANIEL MILLER, TRENTEMØLLER

Associazione Stardust Productions e DNA concerti
sono orgogliose di annunciare


I PRIMI NOMI DEL SIREN FESTIVAL 2017

ALLAH LAS • APPARAT dj • 
ARAB STRAP 

 BAUSTELLE • DANIEL MILLER TRENTEMØLLER

And more…


27 - 30 luglio 2017 – Vasto (Ch) – Siren Festival

ABBONAMENTI EARLY BIRD:
50 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato
Abbonamenti early bird disponibili da giovedì 6 aprile alle 11:00 
www.sirenfest.com e www.bookingshow.it
Gli abbonamenti early bird sono disponibili per un periodo limitato



Dopo una lunga attesa, siamo felici di annunciare i primi nomi della quarta edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 27 al 30 luglio. 

Da giovedì 6 aprile saranno disponibili su www.sirenfest.com gli abbonamenti early bird per la manifestazione al costo di 50 euro più diritti di prevendita. 


ALLAH LAS

Freschi di pubblicazione del bellissimo Calico Review, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren. 
La band californiana si è imposta all'attenzione generale con il loro album di debutto omonimo, uscito nel 2012, in cui il quartetto, composto da Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Spencer Dunham e Matthew Correia, ha dimostrato ampiamente tutto il suo amore per le sonorità psichedeliche degli anni '60. Il gruppo si forma quando tre dei suoi quattro componenti lavorano al mitico Amoeba Store di Los Angeles, fonte inesauribile di gemme musicali della storia americana. E' qui che approfondiscono la loro passione per il garage e la psichedelia.
 
L'universo sonoro degli Allah-Las è una perfetta miscela di pop stile British Invasion, di psichedelia della West Coast americana e di grezzo rock'n'roll garage.
Sin dal primo singolo, (Catamaran) nel 2011, il quartetto viene prodotto da Nick Waterhouse sulla sua Pres Label. Nel 2012  il produttore fonda la nuova label Innovative Leisure e li porta con sé, producendo il loro omonimo debutto. E' l'inizio dell'ascesa per la band californiana che riceve critiche entusiastiche anche in Europa, dove il suo debutto a Londra viene descritto dal Guardian come "a blissful 45 minutes on a cold night".  Gli Allah Las si affermano come i capofila di un intero filone revivalista nei suoni,  celebrato anche in diverse serie televisive ("Aquarius" con David Duchovny di X-Files e Californication). Il 2014 vede la pubblicazione del secondo album Worship the Sun che non tradisce i fan e conferma il loro talento e il loro stile. 
Due anni dopo arriva Calico Review, raccolta di gemme pop psych pubblicato con la Mexican Summer che mette in luce la capacità della band di andare oltre il revivalismo e di dar vita ad un universo sonoro originale, frutto di diverse influenze.
 
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APPARAT dj

Grazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un'anima: giocare anche sull'espressività, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull'architettura ritmica. Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, è ormai a pieno titolo uno dei giganti dell'elettronica contemporanea: lo è da solista ("Walls", 2007, è un caposaldo assoluto), lo è stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di "Berlinette" o l'album a due "Orchestra Of Bubbles"), lo è nell'aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat (tra album all'attivo, il primo nel 2009, e un successo che ha abbattuto steccati come pochissimi altri nell'ultimo decennio). 

Ma lo è fin da quando John Peel, nel 2004, lo invitava ospite delle sue "Sessions". Un'artista a trecentosessanta gradi, capace di passare dalle colonne sonore da compositore per il teatro su rifrazioni ambient e post rock ("Krieg Und Frieden", 2013) a un'attività da dj fatta con piglio e personalità, dove le radici della musica elettronica così come oggi la conosciamo si si sviluppano su gemme old school, schegge acid, lunghe escursioni techno oscure ed inquietanti, arrivando però a contaminarsi con le frequenze basse e le ritmiche spezzate più contemporanee. Anche dietro la console, la sua visione è insomma forte, inconfondibile, unica. Una dote rara, al giorno d'oggi. Davvero rara.


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www.facebook.com/apparat.official/?fref=ts


ARAB STRAP 

A venti anni dalla loro formazione e a dieci dal loro scioglimento, gli  ARAB STRAP dopo una mitica reunion lo scorso anno per tre live andati sold out in poche ore IN UK, arrivano al SIren Fesival, freschi di pubblicazione di un doppio album contenente secret hits e rarities dalla loro carriera.

il duo cult-pop scozzesecomposto da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, arriva in Italia per celebrare il compleanno della band ad un anno dalla grande reunion ed a pochi mesi della pubblicazione del doppio album celebrativo.
L'omonima compilation, che racconta i dieci anni di una carriera tanto influente quanto controversa, mostra tutte le straordinarie capacità di una band che ha sempre rifiutato di conformarsi a qualsiasi aspettativa. Dall'ottima Shy Retirer al piano noir di Love Detective, dal lo-fi sconnesso di The Clearing all'elettronica spartana di Rocket, Take Your Turn, gli Arab Strap si sono rivelati sempre senza paura ed originali sin dal primo minuto di Aidan in First Big Weekend del 1996. 
Arab Strap, uscito a fine settembre, come racconta lo stesso Moffat, mette in luce le varie anime della band: "Abbiamo scelto 20 canzoni – una per ogni anno da quando abbiamo iniziato – e deciso di dividerle in due sezioni di dieci ciascuna. Il primo disco è una sorta di best-of, con particolare attenzione alle cose un po' più elettroniche. Il secondo disco contiene rarità tratte da EP, b-side, out-take e c'è un po' più rock qui. Credo che tutte queste canzoni sarebbero dovute entrare negli album per cui sono state scritte, ma qualche volta cerco di raccontare una storia e queste probabilmente non sarebbero entrate bene. Questo cd contiene canzoni più rock e con una batteria vera, quindi tutti quelli che cercano il nostro lato più noise, dovrebbero rimanere soddisfatti."
L'idea di una possibile reunion per una serie di concerti anniversario è arrivata nello stesso momento in cui la band si è sciolta, ha confessato Middleton. "Credo che il giorno in cui andammo al pub e ci siamo sciolti, scherzammo sul fatto che gli Arab Strap si sarebbero riuniti 10 anni dopo per festeggiare il momento. Quindi si tratta proprio di questo: un'occasione per godere della musica che abbiamo fatto, ancora una volta". 
Tutti coloro che da anni sentono nostalgia del suono inimitabile e indimenticabile del duo,voce fondamentale dell'indie rock, saranno finalmente ripagati dell'attesa!

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BAUSTELLE

Mentre il tour teatrale di presentazione dell'album L'AMORE E LA VIOLENZA è ormai arrivato al giro di boa, facendo registrare ovunque il tutto esaurito, i BAUSTELLE annunciano oggi la loro partecipazione al SIREN Festival, nell'ambito del tour estivo intitolato L'ESTATE, L'AMORE E LA VIOLENZA.

L'AMORE E LA VIOLENZA (Warner Music) è il nuovo acclamato album dei Baustelle prodotto artisticamente da Francesco Bianconi e mixato da Pino "Pinaxa" Pischetola. Composto da dodici brani – dieci canzoni e due brani strumentali – si tratta del settimo album di studio del gruppo. 

"Quando penso a questo disco l'aggettivo che mi viene in mente con più frequenza è "colorato"" – dice Francesco Bianconi. "Volevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio, fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessità. Questo è forse il nostro disco più libero, da questo punto di vista. In una intervista di qualche mese fa ho detto che "L'amore e la violenza" sarebbe stato un disco "oscenamente pop". Questo intendevo: musica che non si vergogna di esibire la propria libertà. In questo senso è "colorato": nella maniera in cui gioca a essere libero. Chi l'ha detto che non si può far suonare Haydn e Moroder nella stessa stanza? Dipende dal modo in cui li fai suonare, e dal coraggio che hai nel lasciarli provare."

La band di Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sarà affiancata sul palco da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) e Andrea Faccioli (chitarre). 

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DANIEL MILLER

Fondatore della Mute Records, colui che ha scoperto nomi come Depeche Mode o Moby (giusto per citarne due, ma l'elenco sarebbe lunghissimo): Daniel Miller, classe 1951, potrebbe vivere di rendita sul suo status di leggenda della discografia mondiale. 

Ma la sua attitudine, da sempre visionaria, spigolosa, rivolta verso il suono del futuro, lo ha portato negli ultimi anni a reinventarsi una carriera come dj in campo techno ad altissimo livello. Nasce tutto dall'invito dell'amico (e fan!) Karl O'Connos, alias Regis – metà del duo Sandwell District, un'istituzione della techno britannica più solida e priva di compromessi – per dividere la console durante un set al Berghain, santuario assoluto della club culture globale più intransigente e rigorosa. Niente di nostalgico, nessun set revival a celebrare glorie passate (come la seminale hit "Warm Leatherette", anno 1978, la produzione che ha lanciato Miller nell'industria discografica alternativa), ma suoni cupi, cattivi, inquietanti, una tech-house perfettamente al passo coi tempi se non direttamente con un futuro sinistramente distopico. Da lì in avanti sono arrivate chiamate di enorme prestigio: lo Space ad Ibiza, il Melkweg durante l'Amsterdam Dance Event, il Sónar, il Bootleg a Tel Aviv, Culture Box a Copenhagen, una Boiler Room a Berlino targata m_nus su invito diretto di Richie Hawtin.

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TRENTEMØLLER

Ricami melodici che colpiscono al cuore, attenzione al suono in ogni minimo dettaglio, la capacità di combinare sensibilità indie e quelle elettroniche con un piglio raro, molto personale: è con queste armi che il danese Anders Trentemøller è diventato uno degli artisti più amati dell'ultimo decennio. Una storia d'amore, quella fra lui e un pubblico fin dall'inizio molto vasto, preparato e trasversale, iniziata dalle sue prime produzioni (una serie di EP a partire dal 2003) e soprattutto dal suo album d'esordio "The Last Resort", anno 2006, finito all'epoca in moltissime classifiche sui migliori album dell'anno, dandogli definitiva consacrazione. I successivi "Into The Great Wide Yonder" (2010) e "Lost" (2013) non hanno fatto che confermare il suo status di artista sia di culto, sia in grado di parlare a pubblici diversi, sfaccettati.

 La musica di Trentemøller sfugge infatti catalogazioni precise: il suo tocco molto personale nell'attraversare le coordinate comprese fra elettronica ed indie non si fa in alcun modo ingabbiare in traiettorie predeterminate. "Fixion", uscito a settembre 2016, più che essere una rivoluzione rispetto al suo predecessore "Lost" (lavoro che probabilmente meglio di tutti è riuscito a catturare e raccontare lo spirito della musica Trentemøller nella sua traduzione live, lì dove gli album precedenti erano più "avventure da studio") ne è una prosecuzione ideale. Restano alcuni fondamentali tratti distintivi: il tocco malinconico, la preziosità delle soluzioni melodice ed armoniche, un romanticismo di fondo molto scuro.

 Mai come prima comunque si è fatta attenzione a rendere il suono vivo, organico, e a lavorare attorno a una strutturare più tradizionale e riconoscibile di forma canzone. Apparentemente, un disco più immediato e semplice rispetto ai suoi predecessori: come sempre però nel lavoro dell'artista danese il lavoro sottotraccia è notevole, molti elementi a prima vista nascosti si rivelano piano piano – è in questa maniera che si riesce ad avere un suono unico, riconoscibile, inconfondibile, che spesso flirta con la sperimentazione e sa muoversi con naturalezza da pochi tocchi minimalisti di synth via via fino a una cruda energia che lambisce le sponde dell'electro-punk più energetico.

Energia che contrassegna sempre più il suo aspetto live, dal 2007 con una vera e propria band e non più in solitaria. Il tour che segue l'uscita di "Fixion" vede Anders Trentemøller sul palco con altri quattro rodati compagni d'avventura, tra cui Marie Fisker alla voce, pronti a destreggiarsi tra basso, chitarra, batteria e vari synth. Un organico di grande impatto, la cui forza è ulteriormente valorizzata dal solito attentissimo lavoro su luci e visuals e dal contributo dell'artista svedese Andreas Ermenius (già responsabile dell'artwork di "Fixion" e regista dei video dei tre singoli da esso estratti), che ha curato il design del palco.



Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2017, a cura di Gianni Puri

Gianni Ian Puri è un illustratore, architetto e musicista con base a Roma. 
Lavora nel campo dell'illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director di La Macchina Studio.
Ama il riverbero e gli animali dal collo lungo.

Nell'ideare il nuovo artwork per il Siren Festival 2017, Gianni ha immaginato il festival come energia vitale che illumina la città, come un mare che avvolge e inonda ogni angolo di Vasto!


giannipuri.com
lamacchinastudio.net


ABBONAMENTO EARLY BIRD DISPONIBILE DAL 6 APRILE
50 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato
www.sirenfest.com


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www.facebook.com/sirenfestival

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www.dnaconcerti.com 

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info@dnaconcerti.com 

twitter.com/dnaconcerti

siren@sirenfest.com




lunedì 27 marzo 2017

DINOSAUR JR - DUE DATE A LUGLIO PER I PADRI DELL'INDIE AMERICANO

DNA concerti 
è felice di presentare 

LA BAND TORNA IN ITALIA PER RECUPERARE LE DATE CANCELLATE DELLO SCORSO ANNO!


DINOSAUR Jr 




10 luglio 2017 – Sesto San Giovanni (Mi) – Carroponte

via Granelli 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI)

info:www.carroponte.org
inizio concerti ore 21.30
biglietti: 17 € + d.p. / 20 € in cassa
biglietti disponibili sui circuiti Mailticket e Ticketone
 www.ticketone.it, call center 892 101


11 luglio 2017 – Padova – Parco della Musica

biglietti: 17 € + d.p. / 20 € alla porta

early birds da oggi in vendita qui:http://everywheregigs.bigcartel.com/

 Biglietti disponibili qui dal 28 marzo: http://www.mailticket.it

 Info: parcodellamusicapadova@gmail.com


"Questo è un disco bellissimo.è un disco figo anche se si hanno solo vent'anni e un po' di curiosità per capire com'è che va affrontata quella faccenda che una volta si chiamava indie rock".  ROLLINGSTONE

"La miscela combustibile del dinosauro brucia ancora genuina e non edulcorata, sincera e senza secondi fini." ROCKERILLA

 "Il titpico timbro che fece la storia del rock anno '90 è ancora lì, riconoscibilissimo, ed è un vero piacere ascoltarlo rilassandosi." SUONO

"I Dinosaur dei compagni di viaggio di cui non fare mai a meno." RUMORE


I padri dell'indie rock americano, ispiratori della scena alternativa anni '90, amati da Nirvana e Sonic Youth, arrivano in Italia nella formazione originale per due concerti imperdibili, freschi di pubblicazione dell'ultimo bellissimo album 
Give A Glimpse Of What Yer Not.

Ispiratisi all'estetica del punk minimale, amatoriale e irriverente I Dinosaur Jr. riuscirono a combinare elementi dell'hardcore e del punk con tratti di classic rock, dando così vita ad un sound originale e innovativo, sguaiato e rumoroso, basato su un uso massivo del feedback e della distorsione e sugli assoli melodici della chitarra. 
Dietro quegli strati di rumore tuttavia si nascondevano canzoni malinconiche, in perfetta sintonia con il sentire della loro generazione.

 Il binomio rumore - melodia divenne uno dei temi fondamentali degli anni '90 e cambiò per sempre il corso della storia della musica rock alternativa

J Mascis, il bassista Lou Barlow (poi divenuto leader dei Sebadoh) insieme con il batterista Murph  formarono i Dinosaur Jr. a Boston nel 1985, e si sciolsero dopo aver pubblicato tre tra gli album più influenti e rivoluzionari nella storia del rock: DinosaurYou're Living All Over Me e Bug, per poi riformarsi molti anni dopo.

La musica dei Dinosaur Jr è il tramite naturale tra gli anni '80 e i '90, e non è un caso che questa band abbia esercitato un'influenza enorme sulla generazione successiva, stabilendo uno standard sonoro con cui si sono dovuti misurare tutti i gruppi della scena grunge.
 Insieme ai Sonic Youth infatti, i Dinosaur Jr. furono coloro che maggiormente influenzarono il suono della band che avrebbe rivoluzionato il rock negli anni a venire: i Nirvana.

L'ultimo album, quarto dalla reunion, "Give A Glimpse Of What Yer Not", è uscito lo scorso anno ed è un puro lavoro in stile Dino che conferma ancora una volta la grandezza, l'energia e lo stile inimitabile di uno dei più grandi gruppi rock americani degli ultimo 20 anni. 

"Give A Glimpse Of What Yer Not" propone i medesimi ingredienti del recente passato, confermando l'immortalità della formazione americana, imbattibile nel proporre il personale e ben noto mix di distorsioni e melodia.


GUARDA IL NUOVO VIDEO:















giovedì 16 marzo 2017

ASTRO: MODERAT, GOLD PANDA, CLAP! CLAP!, LORY D e altri a MILANO Il 24 GIUGNO!

DNA concerti e DNA dance department
Sono felici di presentare 

     


::: ASTRO :::

 MODERAT 

GOLD PANDA,

CLAP! CLAP! (live band), LORY D


SABATO 24 GIUGNO 2017 – MILANO – MAGNOLIA ESTATE

Circolo Magnolia - Via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate MI

Apertura porte: 19,00 – chiusura: 04:00

Biglietto in prevendita: 30 euro+d.p.

Biglietto alla porta: 35 euro


Prevendite disponibili da giovedì 16 marzo alle 12:00

www.ticketone.it, call center 892 101

www.vivaticket.it, call center 892.234

www.ticket24ore.it, call center 02 54 271




ASTRO FESTIVAL 2017

 

Stelle in movimento: il viaggio di Astro Festival continua, e dopo la fortunata prima edizione dell'anno scorso anche in questo 2017 – il prossimo 24 giugno – arriva ad esplorare alcuni degli angoli più luminosi della notte, delle sonorità elettroniche, della musica capace di guardare lontano, di inseguire gli spigoli più visionari ed immaginifici della contemporaneità. Una vocazione precisa. Una vocazione, appunto, in movimento.

 

Cambia infatti quest'anno la location: da Ferrara ci si sposta a Milano. Cambiano i protagonisti anche, ovviamente. Ma resta intatta l'attitudine. Resta intatta la voglia di presentare act che hanno giocato e giocano un ruolo assolutamente decisivo nel disegnare le traiettorie del suono contemporaneo più "avanzato": artisti cioè in grado di portare i suoni, i sogni e le estetiche della musica elettronica più pura fuori dalle nicchie – senza però cedere a nessun compromesso, lavorando solo ed unicamente attorno ad una propria riconoscibile, riconoscibilissima identità.

 

Fuori i nomi, allora. Tenendo presente tra l'altro che questo è solo un primo annuncio: la line up infatti si arricchirà ulteriormente arrivando a riempire tutta la notte del Circolo Magnolia, quasi fino alle prime luci dell'alba, per un'esperienza sonora davvero intensa e da ricordare. Inevitabile partire dai MODERAT headliner naturali di questa edizione di Astro: il progetto congiunto di Apparat e dei Modeselektor fin dal primo album è riuscito a superare molti confini (stilistici, emozionali, di popolarità), diventando oggi uno dei live act più celebrati in assoluto. Responsabilità che i tre portano avanti perfezionando di continuo il loro show – grazie anche ai visuals e allo stage design del collettivo berlinese Pfadfinderei – rendendolo via via sempre più perfetto, emozionale, magico. Un processo in continuo divenire, in continua evoluzione.

 

Emozione e magia che non mancano certo nemmeno nella musica di GOLD PANDA, altro protagonista in line up, uno dei producer che più e meglio ha disegnato l'elettronica "intelligente" degli ultimi anni: quella in grado di muoversi a metà fra dancefloor e ricercatezze compositive, fra strutture ritmiche complesse, stratificazioni armoniche, improvvise aperture, malinconie preziose ed esplosioni euforiche. E lo stesso si può dire di CLAP! CLAP!: con un approccio più incentrato sulla sperimentazione ritmica e sul recupero di suoni provenienti dai quattro angoli del mondo, ma la direzione e gli intenti (e i risultati) sono assolutamente gli stessi. Così come la capacità di abbattere i confini: a lungo un "best kept secret" dell'undeground elettronico italiano, Clap! Clap! è arrivato ad essere un artista di statura assolutamente europea, annoverando tra i suoi fan assoluti anche leggende della musica che con l'elettronica in realtà c'entrerebbero poco (prima fra tutti Paul Simon, che ha espressamente chiesto a Clap! Clap! di produrre tre tracce del suo ultimo album).

 

A proposito di leggende: LORY D lo è. Chiunque ami almeno lontanamente la techno, lo sa. Fin dai primi anni '90 ha rivoluzionato completamente le regole del genere, rendendo obliquo, provocatorio e visionario ciò che nella musica con la cassa in quattro rischia qualche volta di essere routine e "comfort zone". Un talento strepitoso, un talento sfuggente: non ha mai inseguito la popolarità, non si è mai curato delle "regole del gioco", ha sempre mantenuto una totale, fierissima integrità artistica. Nulla di strano che per molti suoi colleghi – da Aphex Twin a Jackmaster – sia assolutamente un idolo ed un esempio; nulla di strano che il suo carisma abbia attraversato ormai più di venticinque anni di mode, evoluzioni, cambiamenti. Il compito di dare una svolta quasi mefistofelica alle stelle di Astro è suo.

 

Gli annunci, le stelle, i movimenti non finiscono qui. Astro Festival arriva alla sua seconda edizione fedele a se stesso, con l'idea di conquistare ancora di più la notte, i sogni, gli immaginari contemporanei: questi i primi protagonisti, altri ne seguiranno. Per arrivare, tutti insieme, a disegnare le traiettorie astrali più intense, convolgenti ed emozionanti.








mercoledì 8 marzo 2017

PJ HARVEY - UNICA DATA IN ITALIA IL 25 AGOSTO A TORINO

DNA concerti
è orgogliosa di presentare 

 

UNICA DATA IN ITALIA PER LA REGINA INDISCUSSA DEL ROCK

PJ HARVEY

Photo: Maria Mochnacz

25 AGOSTO 2017 - TORINO - TODAYS

Via Cigna 211, Parco Sempione - Torino
Apertura Porte: ore 18:00 - Inizio Concerti: ore 19:00
INGRESSO: EURO 25 + d.p.

Info: www.todaysfestival.com


Prevendite disponibili da venerdì 10 marzo alle 12:

www.ticketone.it, call center 892 101 

www.vivaticket.it, call center 892.234



MUCCHIO voto 9/10

"PJ Harvey è uno di quei pochi artisti viventi a non aver mai sbagliato un disco"

 

RUMORE voto 8/10

"Polly Jean, unica vincitrice di due Mercury Music Prize, ha ormai la statura dei classici…album perfetto"

 

ROLLING STONE voto 5/5

"Rock per adulti del futuro…chitarre e pacchi di consapevolezza politica: così PJ resta sempre la più fica"

 

BLOW UP voto 8/10

"Una rabbia straordinaria! PJ Harvey …una delle più importanti cantastorie in circolazione parlando di guerra e conflitti senza retorica"

 

ROCKERILLA

Dopo aver attraversato post-punk, alt-rock, folk ed elettronica, oggi la cantautrice inglese è voce eterea e per questo lancinante delle contraddizioni e delle violenze del presente, che interroga e squarcia con domande aperte e interpretazioni dalla solennità incantata ed epica, per scuotere le coscienze"

 

MOJO voto 4/5 e disco del mese

"Harvey once again means the world"

 

UNCUT 

"Explosive new album"

 

La regina indiscussa del rock arriva in Italia, dopo le due trionfali date autunnali, reduce dal successo dell'ultimo acclamato album "THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT", uscito nel 2016 per Island Records (Universal Music).


"THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT" trae ispirazione dai numerosi viaggi intrapresi da Harvey, che, nel corso di un periodo di quattro anni, ha viaggiato tra il Kosovo, l'Afghanistan e gli Stati Uniti. E' stato registrato alla Somerset House, il centro culturale più importante di Londra, dove Harvey, la sua band, gli ingegneri del suono e i produttori Flood e John Parish, hanno lavorato a tutte le fasi del disco in uno studio di registrazione appositamente costruito dietro ad un vetro per consentire al pubblico di osservare ciò che succedeva all'interno.

 

"Quando scrivo una canzone visualizzo l'intera scena - afferma Harvey - Posso vedere i colori, dire l'ora del giorno, percepire lo stato d'animo, vedere il cambio di luce, le ombre in movimento, tutto è racchiuso in quella foto. Raccogliere informazioni da fonti secondarie era troppo lontano per comprendere appieno quello che stavo cercando di scrivere. Volevo annusare l'aria, sentire la terra e incontrare la gente dei paesi di cui ero affascinata".

 

"THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT" nono album della sua carriera arriva dopo il clamoroso successo di "Let England Shake", disco vincitore del Mercury Prize nel 2011 e album dell'anno per un'infinità di riviste tra cui The Guardian, NME, Mojo, Uncut, Washington Post, in cui PJ contemplava l'Inghilterra, il suo paese, per raccontare cosa stava accadendo nel resto del mondo ed in cui per la prima volta si cimentava con il delicato tema della guerra, facendolo così bene da ricevere la proposta di diventare corrispondente nelle zone calde per il suo Paese per l'Imperial War Museum!


 Nella sua lunga carriera Pj Harvey ha collaborato con numerosi dei musicisti più rilevanti degli ultimi decenni: da Thom Yorke a Nick Cave, da Tricky a Björk, da Howe Gelb ai Violent Femmes. Ha lavorato al fianco di Josh Homme (Queens of the Stone Age) nel suo celebre progetto del 2003 'Desert Sessions' e di Mark Lanegan nel suo album solista 'Bubblegum'. Ha inoltre scritto, registrato e prodotto il materiale per l'album Before The Poison di Marianne Faithfull nel 2004.

 
PJ Harvey ha anche contribuito alle musiche di numerosissime colonne sonore tra cui quelle per la prestigiosa serie della BBC "Peaky Blinders", per il film di Julian Schnabel "Basquiat", per 'The Cradle Will Rock' di Tim Robbins e per la serie cult 'Six Feet Under'. Oltre alla sua attività di musicista e produttrice, Polly Jean si dedica da anni alla pittura, al disegno e alla poesia. Sue opere sono state ospitate nella rivista di Francis Ford Coppola ZOETROPE. Il suo primo libro di poesie, intitolato The Hollow of the Hand, e realizzato in collaborazione con il fotografo Seamus Murphy, è stato pubblicato da Bloomsbury UK nell'ottobre del 2015 e presentato in due serate sold out nell Royal Festival Hall del Southbank Centre.

Il live costruito con una drammaturgia dove interiorità, storia, rock e ricerca trovano un equilibrio perfetto. Accompagnata da una "marching" band di 9 elementi, tra i quali il fedelissimo John Parish e Mick Harvey e i nostri Alessandro "Asso" Stefana e Enrico Gabrielli    
 



TODAYS


giovedì 23 febbraio 2017

EMIDIO CLEMENTI e CORRADO NUCCINI - LE DATE DEL TOUR E UN NUOVO ALBUM!

DNA concerti e 42 Records
sono felici di annunciare




EMIDIO CLEMENTI /CORRADO NUCCINI

QUATTRO QUARTETTI (T.S. ELIOT)
Un viaggio dal cuore del cosmo, un luogo segreto dello spirito.




:::  LE PRIME DATE DEL TOUR :::

05 marzo 2017 - San Giuseppe di Cassola (VI) - Cre.Ta
10 marzo 2017 - Felegara (PR) -Teatro Tanzi

11 marzo 2017 - Bauladu (OR) - Festival 'Ananti de sa Ziminera
31 marzo 2017 - Gianico (BS) – OItreconfine

08 aprile 2017 - Seregno (MB) - Tambourine
27 aprile 2017 – Terni - Mishima
28 aprile 2017 – Roma - Monk
www.monkroma.club
02 giugno 2017 – Bologna  Covo Summer
09 luglio 2017-  Padova - Just Like Heaven


EMIDIO CLEMENTI & CORRADO NUCCINI:  QUATTRO QUARTETTI (T.S. ELIOT)
Un viaggio dal cuore del cosmo, un luogo segreto dello spirito.


Disco in uscita per 42 Records il 24 marzo 2017, le prime date del tour:

 Ci vuole coraggio a decidere di prendere un classico letterario del '900 - i "Quattro Quartetti" del poeta e critico letterario statunitense T.S. Eliot - e reinterpretarlo in maniera completamente inedita. 

Coraggio che evidentemente non manca ad Emidio Clementi e Corrado Nuccini che proprio dalla rielaborazione dei "Quattro Quartetti" decidono di ripartire dopo avere iniziato a collaborare per lo spettacolo/reading tratto da "La ragione delle mani" (raccolta di racconti firmati proprio da Emidio Clementi e pubblicati da Playground) e per "Notturno americano" dove la scrittura di Clementi intrecciava il suo percorso con quella di Emanuel Carnevali in quello che voleva essere a tutti gli effetti un tributo all'autore e un omaggio alla letteratura americana, diventato poi anche un disco uscito per Santeria/Audioglobe.  Un percorso nato da un'amicizia e che arriva a compimento ora con quello che è a tutti gli effetti il primo disco ufficiale firmato in coppia dal duo. 

T.S. Eliot impiegò quasi otto anni - dal 1934 al 1942 - per terminare i suoi "Quattro Quartetti" (un poema unico composto da quattro sezioni differenti scritte in periodi diversi e anche abbastanza distanti l'una dall'altra). Un vero e proprio classico moderno che è riuscito a superare indenne lo spettro del tempo senza invecchiare mai davvero o vedere scemare il suo fascino. Quattro quartetti come sono quattro i luoghi che fanno da titolo alle diverse sezioni (Burnt Norton, East Coker, The Dry Salvages e Little Gidding) e che rimandano direttamente alle quattro stagioni (autunno, inverno, primavera ed estate) e ai quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco), per quello che può essere inteso a tutti gli effetti come un viaggio all'interno della natura umana.

Negli anni sono tantissimi gli autori che hanno provato a rielaborarlo e altrettanti sono gli attori che ne hanno fornito una loro interpretazione, ma nessuno aveva provato a fondere l'elemento ritmico già presente nelle parola di Eliot con un tessuto musicale inedito, composto per l'occasione e che prova a far convivere trame sonore vicine alla musica ambient con suggestioni etniche e improvvise impennate chitarristiche.

Un lavoro che è a sua volta un vero e proprio disco che ha senso anche come opera a sé pure per chi non possiede alcuna confidenza con il poema di Eliot, qui declamato alla perfezione da Emidio Clementi su una traduzione Garzanti del 1994


In contemporanea al disco, che uscirà per 42 Records - CD,Vinile in edizione limitata e digitale- con distribuzione Master Music e Believe il prossimo 24 marzo, il duo partirà per un tour che dopo una serie di anteprime li porterà a calcare i palchi di tutta Italia con quello che può essere considerato a tutti gli effetti come uno spettacolo dalla forte impronta teatrale. 

Emidio Clementi e Corrado Nuccini sono due figure cardine della musica italiana.
Il primo ha attraversato da protagonista tre decenni con il suo lavoro con i Massimo Volume, El Muniria e Sorge. Ha scritto tre romanzi (La notte del pratello, L'ultimo dio e Matilde e i suoi tre padri) pubblicati da Fazi Editore e Rizzoli. Insegna scrittura creativa all'Accademia delle Belle Arti di Bologna. 

Corrado Nuccini è uno dei fondatori dei Giardini di Mirò vera e propria colonna della musica indipendente italiana, molto apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali e i suoi progetti collaterali - Nuccini e Vessel - hanno avuto ottimi riscontri di pubblico e critica.
Ha curato gli spettacoli Toxic Love e Stranger Music dedicati alla musica di Lou Reed e Leonard Cohen. "Stranger Music" è diventata anche una compilation tributo pubblicata da 42 Records e Punk not Diet! con nomi come His Clancyness, Le Luci della centrale elettrica, Albanpower e lo stesso Emidio Clementi (tra gli altri). 



Label:
42Record
www.42records.it


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